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COME RISCONOSCERE UN PROFESSIONISTA DI DIGITAL MARKETING DURANTE IL COLLOQUIO

Scopri i segnali da osservare durante la selezione

BONUS: PRIMI CENNI SUL BUDGET

Oggi andremo a vedere come riconoscere il professionista o un professionista che è da tenere sotto osservazione per la tua attività. Ci sono alcune cose che NON dovrebbero essere fatte da parte di coloro che si occupano di digital marketing e che potrebbero dunque farti cambiare idea.

Il documento completo della guida per Piccole e Medie Imprese lo trovi a questo link: Come scegliere i tuoi consulenti di Web Marketing – Zoeme.it

Nel capitolo scorso (che trovi a questo link https://www.zoeme.it/podcast/manuale-per-pmi-capitolo-2-lannuncio-di-lavoro/) abbiamo visto quali attenzioni usare nel proprio annuncio di ricerca di un professionista del marketing digitale, oggi invece cercheremo di capire come si arriva al preventivo o all’accordo e inizieremo anche a parlare di budget.

 

I SEGNALI PER RICONOSCERE UN PROFESSIONISTA DEL MARKETING: LE BASI SENZA LE QUALI NON ANDARE OLTRE

 

  1. Il tariffario: Ma alla fine quanto vuoi?

Arrivando al dunque, tu sai di avere un budget ma devi anche sapere che dall’altra parte, se un professionista è serio, ti verrà detto che questo budget, da suddividere per la sua paga e le piattaforme di advertising, non è sufficiente.

Questo non è un cattivo segnale, anche perché presuppone delle conoscenze e quantomeno un’idea di base sul come utilizzarlo un budget.

 

Molto peggio è quello che ti dice: “ per due post a settimana, due grafiche, una caramella e due bottiglie di acqua, io mi prendo…..”.

 

Questo non è un lavoro da tanto al chilo e la preventivazione del proprio operato dipende dal tipo di business, dalle capacità finanziarie di chi abbiamo di fronte, dai suoi obiettivi aziendali, dal tipo di progetto, dalla qualità dell’imprenditore, dal tipo di effort che viene richiesto e da altri mille fattori. Come si fa a quantificare la creatività?

 

Per questo ti dico che è molto più serio chi parte dal punto 5 che è fondamentale per farti scremare ancora di più.

 

  1. La strategia. Chi non la quantifica e non ti fa capire che molto dipende da quella, sia in termini di raggiungimento degli obiettivi che di comprensione del budget necessario, bè, occhio.

Abbiamo detto che i Social sono un asset aziendale e come tale va redatta una strategia fatta di analisi e idee per poterlo valorizzare questo capitale.

Molti social media manager partono dal numero di pubblicazioni, da un piano editoriale inesistente, da grafiche improvvisate.

Sai quanto ci vuole a fare una buona strategia? Tanti, tanti giorni. Personalmente mi prendo un mese di tempo.

Anche redigere un piano editoriale non è uno scherzo e necessita di un impegno importante.

  1. Diffida da chi ti dice sempre di sì durante il rapporto. Tanto te ne accorgi sin da subito di chi è più assertivo passivo e chi invece è un rompipalle propositivo. Cerca di lasciare esprimere creatività e critiche costruttive. Cassa invece le critiche personali su altre persone o situazioni, fanno male al vostro rapporto.

 

PRIMI CENNI SUL BUDGET

 

Si vabè ma io mica posso aspettare che mi faccia la strategia per fare un preventivo.

Inoltre ho già prestabilito un budget.

 

Per la prima obiezione: ovvio che no!

 

A questo punto però avrai alcune basi di valutazione e sai se il consulente è anche lontanamente affidabile in termini di know how.

 

Inoltre avrai sdoganato anche il “parlami di te” o il “ti parlo di me”.

 

Avrete già iniziato a entrare in ottica di “Cosa si potrebbe fare insieme per i miei obiettivi”.

 

Un bravo professionista arriva alla call che già qualcosa ha visto, analizzato e su cui si è fatto un’idea di massima, seppur in fase embrionale.

 

Se hai già un budget in mente, il colloquio ti servirà a capire se:

 

  • È un budget sufficiente per quello che hai in mente; magari se la persona a colloquio è brava, ti farà ragionare su potenzialità e opportunità alle quali non avevi pensato;
  • Il smm ti dirà se riesce o meno a ad accettare il lavoro e modellare la proposta lavorativa attorno a quello che tu vuoi o puoi;
  • Alcuni di quelli che al momento della lettura del cv ti piacciono, ti rifiuteranno oppure ti faranno dei prezzi per te eccessivi: fossi in te li valuterei meglio perché in quel momento si stanno dando un valore. Ci sono persone che prenderebbero di tutto a qualsiasi prezzo.

Prova a fare un test:” Cosa faresti con 100 euro al mese, cosa con 200 e cosa con 1000?”.

  • Di fronte hai un professionista, più o meno bravo: fa’ in modo che il tuo budget sia adeguato a una prestazione di lavoro.

Ne sento troppe di proposte che si aggirano intorno ai 3 o 4 euro l’ora.

  • Non proporre mai, se sei piccola o media impresa, una prestazione a raggiungimento risultati: stai chiedendo a una persona che ha il suo rischio di impresa, di assumersi anche il tuo. Mettici anche che non puoi pensare che un risultato possa o debba ricadere solo su una o più persone. Spesso sono proprio gli imprenditori il primo ostacolo ai propri risultati.

Direi che per questa parte abbiamo messo parecchia ciccia e spero di averti fornito indicazioni utili. Non perderti i prossimi argomenti.

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