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SCOPRIAMO IL NUOVO TOOL GRATUITO DI MICROSOFT

 

Dopo due anni di versione beta, arriva la app gratuita di analytics di Microsoft: Clarity.

Finita dunque il beta test della nuova applicazione che non vuole però essere un antagonista di Google Analytics, ma si colloca invece più in concorrenza con Google Optimize, ma nemmeno troppo, o con servizi a pagamento come Hotjar.

Cos’è cosa fa e a cosa serve Clarity

Basato su un algoritmo che usa l’apprendimento sfruttando l’intelligenza artificiale (machine learning), Microsoft Clarity si può leggere come un complementare a Google Analytics ma anche a Optimize. Infatti, rispetto a quest’ultimo, Clarity è più facile nell’utilizzo e più intuitivo a fronte di, forse, una minore penetrazione e possibilità, soprattutto per quanto riguarda gli A/B test.

Quando si accede a Clarity con le solite modalità di registrazione (https://clarity.microsoft.com/), ivi compresa quella col proprio account Google, si deve indicare il nome del progetto e per quale sito si sta chiedendo di poter implementare la app e viene fornito il codice html da inserire direttamente nel sito oppure passando da parti terze come anche Google Tag Manager. Una volta installato il codice è possibile anche collegarlo con una semplice spunta al relativo Google Analytics e il gioco è fatto.

Clarity non recupera gli storici, ma da l’installazione, che richiede un paio di ore per la verifica, in poi, inizierà il suo percorso di tracciamento del comportamento degli utenti sul vostro sito.

LA DASHBOARD

  1. La misurazione di click morti, intesi come i tap che effettua l’utente senza però che vi sia un link di indirizzamento. Questo consente di mappare parole e zone su cui poter inserire dei link perché sono gli utenti stessi che se lo aspettano nella loro user experience
  2. La misurazione dei click di rabbia o click rabbiosi, ossia una sorta di analisi sulla compulsività di tap dell’utente all’interno della stessa piccola area
  3. La misurazione dello scrolling eccessivo per cui lo strumento che ci permette di vedere la velocità di movimento della pagina effettuata da parte dell’utente in modo da poter capire su quali elementi si sofferma di più e quali invece magari vengono scorsi in maniera più veloce di quanto ci si aspettasse
  4. Misurazione della page back (quick backs), ossia della velocità con cui l’utente torna da una pagina alla pagina precedente col tasto back

Appare dunque chiaro già dalla dashboard come l’intento sia quello di capire il livello di user experience della propria pagina da poter poi integrare con le altre macroaree di Clarity.

RECORDINGS

In questa sezione viene raffigurato attraverso una timeline il customer journey interno al sito del progetto dal momento di ingresso a quello di uscita

HEATMAPS

Qui Clarity fornisce informazioni sui punti caldi toccati dall’utente, suddiviso per device (Pc, Mobile e Tablet) dando così la fotografia dei punti caldi delle pagine del sito.

SETTINGS

Nelle impostazioni è il posto dove si recupera il codice html di tracciamento e dove è possibile aggiungere altri membri del team a cui dare accesso ai dati.

CONCLUSIONI

Apprezzabile l’azione di Microsoft di mettere a disposizione, soprattutto in questo momento difficile, uno strumento gratuito che in combinato con Google Analytics e a Google Optimize consente di migliorare la user experience e di conseguenza le prestazioni, anche in termini di SEO, del nostro sito o del sito dei nostri clienti. Evidente che non ci sia la volontà di fare concorrenza o sostituire lo strumento di analisi di Google ma di porsi come alternativa gratuita a Hotjar o Yandex.

 

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