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COME SCEGLIERE UN SOCIAL MEDIA MANAGER

Impara a leggere i segnali di professionisti e piattaforme per scegliere al meglio

 

Facebook è morto!

Faccio un sacco di post ma non mi entrano i clienti!

Non riesco a prendere like!

 

Queste sono le frasi tipiche delle aziende, soprattutto quelle che si avvicinano a una modalità di gestione professionale dei propri social e, più in generale, della propria comunicazione digitale.

In questo documento non scoperchierò il vaso di Pandora (Se vuoi la versione completta puoi scaricarla cliccando qui), ma cercherò di fornirti alcune indicazioni su come scegliere al meglio i tuoi consulenti per la gestione dei profili social (e non solo) della tua azienda.

In molti vanno a simpatia o sono attanagliati da dubbi in fase di selezione, che a volte si trasformano in richieste di risultati impossibili o in proposte non accettabili da parte dei professionisti.

Ma come essere certi della propria scelta?

Come sapere se il costo/spesa/investimento che stai per fare darà i suoi frutti?

Proverò a spiegarti alcune cose in maniera tale che la tua scelta diventi più consapevole.

 

COME SCEGLIERE UN SOCIAL MEDIA MANAGER PARTENDO DAL FUNZIONAMENTO DEI SOCIAL

 

Aumentare il coinvolgimento

Qualche collega rabbrividirà leggendo questo articolo (o ascoltandone i podcast e i video), ma lascia che provi a spiegarti in parole povere il funzionamento dei social network e come poterli usare al meglio per la tua attività.

Prima di tutto devi capire una cosa, una di quelle più toste da fare proprie:

i social network sono un ASSET AZIENDALE, sono uno strumento e un canale i cui contenuti sono un capitale che può diventare inestimabile.

Come perché?

Ti svelo un segreto: parti dalla qualità dei tuoi followers.

Che vuol dire?

Forse vado a infrangere una tua convinzione, che poi è di molti, ed è una delle PEGGIORI che esistano: il numero dei followers conta poco.

È un numero e come tale va interpretato:

meglio un milione di followers non in target o 100 che hanno come interesse proprio ciò che vendi?

La risposta sembra banale, ma se ci pensi un milione di followers fa effetto solo a nominarlo.

Eppure non serve a molto.

Ciò che per le piattaforme è importante e che aiuterà a diventare i tuoi contenuti virali, è il rapporto che sei in grado di creare con la tua comunità.

E quando vendo se non faccio vedere il mio prodotto?

Altra modalità per affossarti.

Voglio spiegarti come funzionano i social network attraverso degli esempi, anzi attraverso un esempio che è la tua storia di vita in realtà.

Immagina ogni social come se fosse una piazza.

Esattamente!

Immagina una città o anche il tuo paese di provenienza. Magari piccolo.

Ricorda da ragazzo quali erano i luoghi che frequentavi, la piazzetta, i giardini, il circolo del biliardo, la “bisca”, il “covo” e chi più ne ha più ne metta.

Magari parlavi anche in dialetto coi tuoi amici.

Che c’entra?

Tra poco lo capirai.

Alla fine uno di questi luoghi era il tuo preferito. Magari andavi anche negli altri (i maschietti per fare i galletti a litigare), ma avevi il tuo preferito.

Lì ti trovavi con la tua cricca, condividevate le vostre giornate, gli amori, le storie, gli scazzi.

Poi nel tempo gli interessi cambiano, la vita evolve e si abbandona quella che è la propria comfort zone.

Ora cerca di ricordare: capitava mai il tipo pieno di sé, che parlava solo di quanto succedeva a lui, che pretendeva attenzione e si atteggiava a centro nevralgico del mondo?

Ecco, che effetto ti faceva? Una, due, tre volte poi ti veniva da dire:” Ehi sì, però che palle”.

Questo è quanto succede a chi, in maniera ossessiva, pubblica esclusivamente i propri prodotti.

La piattaforma social non li reputa più di interesse per la comunità, ma come un elemento di noia che allontana gli utenti da te e soprattutto dalla piattaforma stessa.

Cerca invece ora di ricordare chi del gruppo era quello più stimolante: riusciva a destare la curiosità, era persona che tendenzialmente aiutava gli altri, era colui o colei che dava tanta disponibilità e sostegno.

Insomma una persona sulla quale potevi scommettere che avrebbe dato del valore.

I social funzionano esattamente come le piazze o i punti di ritrovo.

Ognuna con il suo linguaggio (è evidente che Piazza San Babila a Milano e Piazza Navona a Roma abbiano modalità di “vita” e linguaggio differenti), con le sue dinamiche, con i suoi strumenti di pubblicazione, ma tutte tutte tutte con due obiettivi:

  1. Facilitare e distribuire contenuti interessanti per la community del social (contenuti di valore)
  2. Fare in modo, grazie appunto alla creazione di interesse, che gli utenti rimangano quanto più tempo possibile all’interno della piattaforma.

Samaritani?

Affatto, ma l’equazione è semplice: quanto più la community è interessata, tanto più ritorna e rimane dentro, tanto più la possibilità di mostrare annunci diventa efficace, tanto più le aziende che investono in advertising e tempo sul social sono contente.

Perchè è importante l'engagement rate

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